Un’altra problematica che può presentarsi sul marmo in opera — come top bagno e cucina, davanzali, scale o pavimenti — riguarda le sbeccature, i fori e gli ammaloramenti causati dal tempo e dall’usura.
Questi difetti si risolvono attraverso l’impiego di stucchi specifici, resinoidi o epossidici, scelti in base alla tipologia del marmo.
Ad esempio, un marmo Botticino si ripara facilmente con uno stucco resinoide dal colore naturalmente paglierino. Per marmi come il Carrara, il Calacatta o simili, si utilizzano invece stucchi semi-epossidici ad alta tenuta, con tonalità bianche tipo “Michelangelo”.
Esistono anche coloranti appositi per imitare fedelmente le venature.
Nel caso di marmi come il Bianco Cristallino greco o il Bianco Thassos, è necessario l’uso di un mastice epossidico trasparente a essiccazione lenta.
Entrambe le tipologie di stucco, una volta indurite, vengono lavorate e sagomate come il marmo stesso, per poi essere lucidate.
La tecnica consiste nel trovare la tonalità più simile possibile alla pietra originale, oppure nel riprodurre le venature: in questo modo il cliente, pur consapevole dell’intervento, farà fatica a distinguere il punto riparato.









