Il marmo è memoria creata della natura.
Ogni venatura custodisce storie antiche: il fruscio di un vento che non soffia più, il silenzio di un mare scomparso.
Nella sua durezza vive l’eternità, mentre nelle mani dell’artista si trasforma, rendendo immortale ciò che è destinato a svanire.
Conservarlo è preservare un dialogo tra la terra e chi, con occhi attenti, riesce a decifrarne il linguaggio.














